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Cosa sono le Metastasi Ossee?

Le metastasi ossee sono tumori delle ossa causati da tumori primitivi insorti in sedi differenti come mammella, prostata, polmone, rene e tiroide . La via di diffusione più frequenta e quella venosa per le lesioni della colonna vertebrale e quella arteriosa per spalla, bacino, gomito e ginocchio mentre sono poco frequenti quelle linfatiche e di contiguità.

Qualsiasi osso può essere sede di metastasi, ma le metastasi ossee al cranio, rachide, coste e bacino sono molto più frequenti rispetto alle estremità. Per il 25% dei pazienti le metastasi ossee rimangono asintomatiche, per il restante 75% i sintomi sono il dolore, le fratture patologiche, la compressione midollare, l’ipercalcemia e la soppressione midollare.

Il dolore è il sintomo più frequente e peggiora in maniera significativa la qualità di vita del paziente, riducendone l’autonomia e peggiorando lo stato psicologico.

Se il tumore primitivo è noto l’iter diagnostico prevede l’esame radiografico, scintigrafia e TAC, successivamente per la scelta terapeutica si effettua la Risonanza Magnetica e la TAC. In presenza di dubbio diagnostico si effettua una Biopsia Ossea anche durante l’intervento chirurgico mentre in presenza di dubbio di nuova primitività si esegue solo la Biopsia Ossea per poi pianificare l’intervento chirurgico.

Nel caso di lesioni vertebrali si effettua una Biopsia Transpeduncolare sotto guida Fluoroscopica o TAC. Nelle lesioni ove il tumore primitivo non è noto si procede alla Biopsia Ossea.

Terapia

Il trattamento delle metastasi ossee coinvolge il chirurgo ortopedico, l’oncologo e il radioterapista allo scopo di determinare la priorità della chirurgia sulle tecniche non chirurgiche. Oggi vengono proposti anche trattamenti mininvasivi come la Termoablazione a Radiofrequenza e la Cementazione Percutanea.

Il trattamento con Termoablazione a Radiofrequenza delle metastasi ossee risulta molto efficace nel controllo del dolore quando la radioterapia e la chemioterapia non sono attuabili.

Il trattamento prevede il posizionamento sotto guida TAC di un Ago d’Accesso Osseo; dopo il centraggio della lesione il mandrino viene estratto, lasciando la cannula in sito, e sostituito dall’Elettrodo a Radiofrequenza.

Questa procedura mini-invasiva, paragonabile a quella che si effettua per il trattamento degli Osteomi Osteoidi, permette di controllare per qualche mese il dolore neoplastico, con notevole beneficio fisico e psichico del paziente.